FAMIGLIA CERINI
Una storia di
OSPITALITÀ
1945
1952
1971
Oggi
Lavorate ed affannatevi, figli miei!
Guardatevi dal vendere l’eredità
Lasciata dai genitori
Poiché un tesoro vi è nascosto dentro.
Non conosco il luogo preciso: ma un po’ di coraggio
Ve lo farà trovare, raggiungerete il vostro scopo.
Rigirate il vostro campo
Scavate, cercate e lavorate: non lasciate alcun punto
In cui la vostra mano non sia passata e ripassata
Prima o poi troverete che il lavoro è un tesoro.
La Fontaine, Favole, V, 9
DESENZANO, 19 OTTOBRE 1999
“Si attarda l’estate in questo giorno di ottobre in cui compio 80 anni. La calura sembra stringermi come una sciarpa odorosa di canfora. Mi sembra ancora di sentire la voce di mio padre, il Risuli (questo era il suo soprannome), che mi chiama per tornare a casa. Avevo appena compiuto 8 anni e adoravo correre nei campi di frumento come una farfalla. Ora ho ottant’anni, vado ripetendomi e il tempo chiude i miei ricordi in decorosi contorni. Proprio oggi la mia Lucia si è piegata sulle gambe per raccogliere una mela scivolata per terra e in quel momento mi è sembrato di rivederla mentre si inginocchiava per pizzicare il mento dei suoi bambini. Il passato non è più un ricordo allora, diventa presente, vivo e toccante.
Oggi tira aria di tramontana, soffia un vento che porta il peso di tutta la nostalgia del mondo. Che bella giornata di sole hanno scelto i ricordi per farmi visita e mostrarmi il loro volto misterioso. Non c’è stupore nel loro riflesso ma solo il nodo che si scioglie mentre procedo nel guardarli. Gli occhiali appoggiati sul naso sdoppiano la vista divisa tra asprezze e incanti. Rivedo gli occhi e i volti dei miei cari, diluiti con i colori di oggi. Il tempo risale ai momenti passati e nel vortice degli eventi felici e meno felici indugio come in un sogno, non voluto certo, ma piacevolmente accolto. Resto a guardarmi e a guardare questa vita, spesa tra sacrifici scambiati in pane e lacrime schizzate sopra candide lenzuola e tovaglioli quadrati.
Ecco cosa vedo. Mi sembra ancora di stringere gli occhi davanti alla polvere alzata da un camion che passa davanti alla baracca. Questa vita è la mia, anzi è la nostra.”
